Ho visto il sito che gestisce e l'ho trovato estremamente interessante. Vorrei sapere se esiste la possibilità di inserire un guest post, un articolo, una recensione che ci consenta di promuovere questo prodotto/servizio....
Quando si cominciano a ricevere diverse di queste mail si ha la necessità di porre una sorta di filtro volto a separare coloro che davvero vogliono fare content marketing da coloro che invece vorrebbero solo ottenere un link di ritorno.
La mia prima risposta è quindi la seguente:
La possibilità di promuoversi mediante il nostro blog esiste ma ci tengo a farle sapere che tutti i link in uscita sono "nofollow"
Bene, una volta inviata questa mail di risposta il 90% di coloro che intendevano "promuovere/si" si dileguano come vampiri al sorgere del sole e non si fanno più sentire.
Nella testa di alcuni non è purtroppo ancora chiaro che fare link building non è la stessa cosa del fare content marketing per quanto, come sottolinea questo articolo di Search Engine Land le attività possono marciare insieme.
Al guest blogging, fatto in maniera seria, o ci si crede o non ci si crede. Io "ci crede" e credo che chi sta cercando di promuovere qualcosa sul web dovrebbe percorrere questa strada, lunga ma potenzialmente ricca di soddisfazioni.
Bisogna tuttavia cercare siti autorevoli sui quali pubblicare i nostri articoli o chiedere al blogger di recensire un nostro prodotto; bisogna innanzitutto dimenticarsi di inviare ad ogni blogger che si contatta una mail standard in cui non si dimostra alcun reale interesse al sito/blog che si intende "sfruttare" e in cui si dimostra di non averne percepito il reale "valore".
Se siete arrivati ad inviare una richiesta ad un blogger dovreste averlo fatto perché quel blogger o quel blog presenta caratteristiche tali da essere influente nell'ambito della vostra strategia di promozione.
Ma se quel blog o quel blogger è diventato influente, se ha ottenuto online credibilità ed autorevolezza, pensate che la abbia ottenuta pubblicando spazzatura sul proprio sito? O pensate che voglia perderla iniziando a farlo dopo che aver raggiunto un certo grado di influenza potrebbe essergli costato anni di lavoro?
Tornando ai nostri markettari: chi scompare per il fatto di non riuscire ad ottenere un link "dofollow" è, a mio modesto parere, qualcuno che non ha davvero capito cos'è una strategia di content marketing. È qualcuno che voleva, a pagamento, "spammare" un contenuto di scarso valore al solo scopo di ottenere un link.
Non fatelo.
Non fatelo perché non è una strategia giusta, né per chi produce questi contenuti né per chi accetta di pubblicarli sul proprio blog.
O meglio: fatelo, ma sappiate che nessun blog davvero influente sarà disposto a svendere la propria credibilità per qualche decina o centinaia di Euro. Fatelo per raccattare quei maledetti link che ossessionano le vostre notti e per i quali agonizzate credendo che siano la chiave principale per aprire le porte del successo online, ma ricordate che probabilmente otterrete solo links da siti di seri B, da blogger che sono disposti a vendersi per monetizzare qui e subito la loro presensa sul web.
Smettetela, quindi, con questa ossessione dei links. Un link è un link, sia esso "nofollow" o "dofollow". Un articolo pubblicato su un blog autorevole può farvi avere traffico e darvi una visibilità che nemmeno immaginate. E fregatevene del link "dofollow". Se davvero il contenuto che avrete pubblicato è di valore avrà buone possibilità di essere ricondiviso, di essere citato, di essere linkato e anche di ottenere una buona visibilità organica sui motori di ricerca.
A voi la scelta, quindi: potete decidere di rimanere in serie B pubblicando robaccia per un link "dofollow" o farvi "il mazzo", lavorare sodo, e salire in serie A ed essere riconosciuti come autorevoli. Il web diventerà sempre più selettivo, sappiatelo.
2026: L'era delle AI e la rivincita della "Brand Mention"
Oggi, nel 2026, il gioco è cambiato di nuovo, ma la lezione di fondo resta identica. Se nel 2015 vi dicevo di non ossessionarvi con i link dofollow, oggi vi dico di non ossessionarvi nemmeno con i link in generale. Siamo nell'era dei motori di ricerca generativi e delle AI che rispondono direttamente agli utenti: queste macchine non mangiano solo pane e backlink, ma si nutrono di autorevolezza percepita.
Ottenere una brand mention (una citazione del vostro nome o sito) in un contesto autorevole, anche senza uno straccio di link, è diventato oro colato.
Perché? Perché se le AI leggono il vostro nome associato costantemente a un esperto di settore su testate di "Serie A", inizieranno a citarvi come fonte nelle loro risposte.
È la definitiva morte della link building intesa come "scambio di figurine" e il trionfo totale del content marketing: o sei una fonte citabile perché hai qualcosa da dire, o per l'intelligenza artificiale semplicemente non esisti.
La scelta, ancora una volta, è tra essere un nome che conta o un anonimo cercatore di clic.